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16 ottobre 2020

Sciopero del personale CTT Nord Lucca venerdì 23 ottobre 2020

L’organizzazione sindacale CUB Trasporti ha aderito allo sciopero di tutte le categorie pubbliche e private proclamato da CUB, programmato per il giorno venerdì 23 ottobre 2020. Di seguito si riportano le modalità di attuazione dello SCIOPERO per il personale dipendente della società CTT Nord - Lucca, che insieme a COPIT e Trasporti Toscani forma la S.c.a r.l. BluBus.

Per CTT Nord - Lucca lo SCIOPERO è proclamato da inizio turno alle ore 5:29, dalle ore 8:31 alle ore 11:59 e dalle ore 15:01 a fine turno.
Nel corso dello sciopero, potranno verificarsi limitazioni, ritardi e soppressioni di corse delle linee svolte da CTT Nord - Lucca per BluBus
“P51” Montecatini Terme - Altopascio - Lucca e
“R03” Firenze - Montecatini Terme via autostrada.
Negli orari al pubblico sono indicate le corse svolte da CTT Nord.
Si precisa che tutte le corse BluBus svolte da Copit e Trasporti Toscani saranno regolari.
Per informazioni:
Agenzia Montecatini 0572.911.781
Agenzia Pistoia 0573.363.243
Numero Clienti 848.800.730
Sito internet www.blubus.it

 

Motivazioni sciopero generale CUB Trasporti: 1. INVESTIMENTI PUBBLICI E QUESTIONE ECOLOGICA - Tutela e risanamento dell’ambiente e del territorio devono assurgere ad obiettivi fondamentali ed irrinunciabili. Lotta all’inquinamento dell’aria, protezione e bonifica del territorio, spinta alle riconversioni produttive e contrasto delle produzioni inquinanti, devono diventare un impegno primario con l’obiettivo di risanare il Paese, garantire lavoro stabile e migliori condizioni di salute. La crisi mostra come sia essenziale l’intervento pubblico in economia, in molti settori industriali e dei servizi. Esso deve assicurare servizi pubblici universali ed efficienti e garantire la tenuta dei settori strategici (Energia, Telecomunicazioni, Trasporti, Farmaceutica, Chimica, Siderurgia, Credito). In ogni caso gli investimenti devono puntare alla riduzione della precarietà, alla reinternalizzazione del lavoro portato all’esterno, al superamento della frammentazione delle filiere produttive. 2. ORARIO DI LAVORO - È necessario procedere alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Si tratta di un obiettivo di medio periodo che interessa manifattura e servizi e sul quale bisogna puntare per contrastare licenziamenti, disoccupazione, lavoro nero ed utilizzo improprio degli ammortizzatori sociali. 3. SICUREZZA SUL LAVORO - Nel 2019 vi sono stati oltre 3 morti sul lavoro al giorno. Una condizione inaccettabile che ci impone di sorvegliare sia la ripresa lavorativa nei luoghi di lavoro che hanno sospeso l’attività, sia le modalità delle prestazioni laddove le attività non si sono fermate. Anche in questo caso è necessario rafforzare i servizi di prevenzione, controllo e repressione. 4. LAVORO NERO - Va contrastato, insieme a quello illegalmente intermediato (caporalato), senza quartiere, ovunque venga prestato, anche attraverso il potenziamento ed il rilancio degli organi ispettivi dell’INL. Vanno pertanto regolarizzati i migranti e le badanti non in regola, i raccoglitori di pomodori e i lavoratori dei campi che fino a ieri subivano la ferocia di chi li metteva al bando come fossero una minaccia pubblica. 5. SMARTWORKING - È necessario normare tale forma di lavoro in modo uniforme e trasversale alla divisione del mondo del lavoro in categorie. Da subito si deve porre la questione di come verranno distribuiti i risparmi che si producono per le controparti datoriali che con lo smartworking sono svincolate dai costi per le sedi, per la sicurezza e per la gestione del personale. 6. PRECARIETÀ, ART.18 DELLA L.300/70E LEGGE 68/99 - La precarietà è diventata un dato costitutivo del lavoro e dell’esistenza, in particolare per i più giovani. La precarietà, compreso il part-time involontario, non è un destino ma la conseguenza di scelte politiche operate con l’obiettivo di ricondurre il trattamento dei lavoratori alla sola logica del profitto. In tal senso va tutta la recente legificazione sul lavoro fino alla cancellazione delle tutele previste dall’art. 18. Quelle tutele vanno immediatamente ripristinate e allargate alle aziende anche sotto i 15 dipendenti. Particolare attenzione va rivolta ai lavoratori più deboli, in particolare ai disabili ed alle categorie protette, imponendo il rispetto delle norme esistenti. 7. SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE - Serve una sanità universale e pubblica, ben articolata sul territorio, orientata alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione. La sanità privata ha mostrato tragicamente il proprio fallimento e il suo peso dev’essere ridotto drasticamente. Gli investimenti nella sanità devono assicurare retribuzioni dignitose ed adeguate a tutti gli operatori del settore, un ingente numero di assunzioni e l’internalizzazione dei servizi ceduti, nonché il superamento della polverizzazione esistente della filiera operativa, frammentata in appalti e subappalti. 8. ISTRUZIONE, RICERCA E PUBBLICO IMPIEGO - Il settore pubblico è una risorsa fondamentale per la ripresa del Paese. In particolare il nostro migliore investimento per il futuro va fatto nei comparti Istruzione e ricerca. Perciò è necessario porre termine sia alla pluriennale politica di impoverimento del settore pubblico sia all’umiliazione di chi ci lavora. A fronte di un blocco salariale decennale, di una precarietà crescente e delle molte campagne denigratorie in “stile Brunetta” servono interventi immediati che affrontino seriamente il nodo degli stipendi e delle condizioni di lavoro. 9. SALARI, PENSIONI, OCCUPAZIONE E AMMORTIZZATORI SOCIALI - L’emergenza salariale e di reddito che investe interi strati della popolazione è evidente e deve essere affrontata al più presto, impedendo i licenziamenti e garantendo l’accesso e la fruizione agli ammortizzatori sociali. Devono essere estinte le discriminazioni di genere che le donne subiscono sia nella società che nei luoghi di lavoro, in termini di progresso della carriera e di salario. 10. GUERRA E CORSA AGLI ARMAMENTI - La guerra si rifiuta concretamente bloccando la corsa agli armamenti e ripensando il relativo settore industriale. Chiediamo con forza l’annullamento dell’ordine dei cacciabombardieri F35 e la riduzione delle spese militari che vanno invece indirizzate a scopo sociale. 11. WELFARE - La crisi ha reso ancora più evidente la necessità di una rete di sostegno universale basata sui principi di solidarietà sociale e di redistribuzione della ricchezza. Altro che fondi pensione, fondi salute e welfare aziendale (per i fondi pensione bisogna ristabilire il diritto di recesso e porre fine alle esenzioni fiscali). 12. QUESTIONE ABITATIVA - In Italia esiste la evidente necessità di un piano straordinario di manutenzione e costruzione di case popolari, considerando peraltro che l’edilizia pubblica rende disponibili un numero alloggi di gran lunga inferiore alla media dei principali paesi europei (molti lasciati sfitti e abbandonati al degrado). Vanno finanziati contributi straordinari e di immediata erogazione per il pagamento dell'affitto per impedire nuove morosità e deve essere vietata la possibilità per i proprietari di avviare nuove procedure di sfratto per le morosità causate dall'attuale crisi. Inoltre va esteso e prolungato il blocco dell'esecuzione di sfratti e sgomberi e, soprattutto, va posto un tetto agli affitti privati e superate le discriminazioni nei confronti dei migranti. 13. REDDITO UNIVERSALE, PUBBLICO E PER TUTTI - La crisi sta lavorando duramente sul reddito delle molte figure precarie o variamente marginali della nostra società e, di questi tempi, anche lo stato di “occupato” non è comunque una garanzia poiché i bassi salari e la facilità di licenziamento possono sia condannare alla condizione di “lavoratore povero” ovvero spingere verso l’indigenza. È urgente pensare a forme di reddito garantito che non possano scendere sotto la soglia dei 1.000 euro al mese, se davvero si vogliono assicurare livelli perlomeno di sopravvivenza. 14. IMMIGRATI - Regolarizzazione di tutti gli immigrati, sì allo “Ius soli”, no ai respingimenti, chiusura dei CPR. 15. FISCO E LOTTA ALLA EVASIONE FISCALE - Serve una riforma fiscale che punti ad attenuare le differenze sociali accentuando il carattere di progressività dell’imposta e gravando su ogni forma di produzione del reddito, specialmente quello da capitale. Va contrastata ogni ipotesi di tassazione ad una sola aliquota (flat tax), spinta l’applicazione di una tassa progressiva sui grandi patrimoni da usare per affrontare il nodo del debito e sciogliere il cappio stretto al collo del nostro sistema Paese. Una proposta seria e dettagliata di tassa patrimoniale deve lasciare indenni i risparmi familiari al di sotto di una certa soglia (es. 100.000 euro) e colpire in modo progressivo per scaglioni di ricchezza, partendo dall’1% per arrivare gradualmente al 10% sui grandi patrimoni superiori ai 10 milioni di euro. In questo modo può essere costruito un prelievo una tantum significativo (es. 100 miliardi di euro), seguito da interventi strutturali più contenuti ma costanti. Contemporaneamente deve concretizzarsi una lotta determinata contro l’evasione fiscale esistente nel nostro Paese. 16. RAPPRESENTANZA NEI LUOGHI DI LAVORO, DIRITTO DI SCIOPERO - È urgente archiviare l’accordo truffa del 10 gennaio 2014 e garantire il diritto di rappresentanza sindacale con elezioni libere, democratiche, contro i decreti liberticidi Salvini 1 e 2. Deve essere garantita la libertà di sciopero, già impedita dalla L.146/90 e L.83/00 che vanno abrogate al più presto. 17. SOSTEGNO ALLE IMPRESE - Devono cessare i finanziamenti a fondo perduto e sono da contrastare aiuti incondizionati e a pioggia per le imprese. Serve invece un controllo stringente sugli aiuti, vincolandone l’erogazione alla rinuncia a delocalizzare la produzione e ad operare riduzioni di personale. Serve pure controllare la veridicità delle dichiarazioni aziendali e l’impiego degli aiuti ricevuti. Tali verifiche si devono estendere anche all’ambito degli appalti, subappalti, delle partite iva e del precariato in genere perché proprio lì si annidano pratiche di sfruttamento inaccettabili e illegittime.